Buon Natale pezzo di animale!
Buon Natale a tutti brutti ragazzacci che non siete altro. Il vostro sempre cinico, spietato, provocatorio Damiano questa settimana non resiste al fascino delle giarrettiere rosse (ooops non è quello il simbolo del Natale?) e si lascia andare al sentimentalismo. Niente particolari arzigogoli infatti, questa settimana Exit Music diventa ciò che avrebbe sempre potuto essere se il suo autore non fosse stato uno squilibrato. Ho deciso infatti di proporvi una playlist normale. Niente strani accostamenti nè idee strampalate. Insomma questa settimana vi parlerò di canzoni natalizie! E vai ragazzi! Giù coi Merry Christmas, i Natali bianchi e….MA STIAMO SCHERZANDO! Il paladino della schizofrenia musicale (io!) mai potrebbe deludervi a tal punto. Perciò, pur adottando un rigore che mi è nuovo, è il caso di venire a patti. E’ vero che è Natale, ma se proprio deve essere facciamo che sia un Natale….di classe! Insomma quello che vi propongo è una playlist “d’atmosfera”, non concettuale, genuina come il cotechino confezionato, costruita con canzoni che fanno Natale senza essere natalizie, che fanno atmosfera intorno al camino senza degenerare nelle pacchianate da coro della Chiesa. Una playlist che i più raffinati di voi potranno utilizzare come sottofondo per la cena nel salotto buono (???) con il vestito della festa. Insomma va bene essere buoni ma Exit Music ha una dignità. Insomma: buon Natale pezzo d’animale!
- Teardrop – Jose Gonzales: il Natale può essere anche un momento molto malinconico. E se molti di voi ammettono di sentirsi tristi e depressi proprio in concomitanza delle feste, altri lamentano semplicemente secchezza delle fauci e risolvono il loro problema scolando litri e litri di spumante. Tuttavia anche la malinconia natalizia è rarefatta e dolceamara, proprio come questa pietra miliare dei Massive Attack rivisitata in chiave nonsapreicomechiamarla dal buon Jose.
- Bohemian Rapsody – Queen: canzone epica, grandiosa, magniloquente. Da abbinare a carni rosse o selvaggine. E’ pure un pezzo un po’ patetico (in senso positivo) quindi adatto ad accompagnare il trionfo della bontà e dello spirito del Natale sul cinismo e la cattiveria della vitaccia boia di tutti i giorni.
- Wish you were here – Pink Floyd: perchè a Natale si sta in famiglia, tutti insieme, finalmente riuniti. Ma ci si può anche trovare a pensare a chi ci manca, a chi è lontano e a tutti quelli che, per un motivo o per l’altro si sono allontanati per sempre dai nostri alticci e colesterolici cuoricini. Insomma resi più malleabili e mielosi dal bambinello incombente i nostri cuori sanno che se già normalmente mi manchi…a Natale mi manchi di più.
- Because the night – Patti Smith: la notte del compleanno più famoso del mondo, la notte in cui nasce il Salvatore, la notte in cui l’umanità tutta trova la sua redenzione. Ma la notte, anche quella di Natale, per Patti Smith appartiene a chi si ama: angeli che possono diventare demoni in un istante per poi riapparirci d’incanto come creature celesti mandate dal Signore. Insomma: Amen.
- Halleluja - Jeff Buckley: sempre per rimanere in tema spiritual-devoto, tiriamo fuori dal cilindro una delle canzoni simbolo degli anni 90. Questo miracolo della musica pop è tratto dall’originale di Leonard Cohen che, guardacaso, è datato proprio 1984. Si amici avete capito bene! Proprio quel magico 1984 famoso per stare a metà tra il 1983 e il 1985! Si, si proprio lui, l’anno in cui entrambi i vostri salvatori e redentori cinematografici e musicali sono venuti alla luce. Che anno signori! E che gran pezzo! Poesia pura che non potrà non allietare i vostri romantici abbracci sotto l’alberello.
- Glósóli – Sigur Rós: canzone bellissima, visuale, commovente. Un viaggio nelle terre fredde e desolate, più a nord della casa di Babbo Natale, lassù nell’affascinante Islanda. Si, proprio lassù dove non osano le renne e le gambe fanno Giacomo-Giacomo dal freddo. Nel pensare affascinato all’Islanda mi sono distratto e sinceramente non mi ricordo più cosa volevo dire della canzone. Ma non importa, nonostante il lapsus, continuo a pensare che ci stia bene. Viva la professionalità.
- What a wonderful world – Louis Armstrong: cosa c’è di più natalizio del buonismo natalizio? Niente, probabilmente, esclusa la farina lanciata a manate sul presepe per far nevicare in Palestina (che giusto con la farina ci nevica. E allora uniamoci felici e sereni al canto di Satchmo, che ci aiuta a pensare, almeno una sera l’anno, che questo vile mondaccio boia non sia poi un posto così tremendo in cui sprecare i propri giorni. Evviva!
- Violentami sul Metrò - Jo Squillo: come non chiudere la cena nel salotto buono di cui parlavamo nell’introduzione con un pezzo elegante e raffinato come questo della magica Signora Squillo? Perfetto per essere ascoltato prima di scartare i regali, sa mettere di buon’umore tutta la famiglia, grandi e piccini. E allora viva gli anni 80 e fanculo anche a questo Natale che, come sempre arriva, fa un gran casino e poi ci lascia nella cacca più di prima. Ma nonostante questo lo adoriamo.
E per concludere: AUGURI A TUTTI VOI BESTIACCE CHE NON SIETE ALTRO! BUON NATALE!
Semper Vester
Damiano