Lust for life
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Amici di Five Obstructions, questa settimana il sottoscritto gioca in casa: si parla finalmente di musica! Il buon Michele ha infatti deciso di scrivere una bella variazione su film che narrano le vicissitudini di cantanti e musicisti. Bravo, bravo, bravo! Così ho deciso di fornirvi una playlist che crei un bel background a tutto ciò: ciascuna canzone racconta un aspetto esistenziale di quei poveracci che guadagnano milioni di milioni per suonare, saltellare e guidare masse isteriche.
- “We are rockstars” – Does it offend you, yeah? : ultimamente mi sto appassionando alla spensierata insipienza del new rave e questo bel pezzo è uno dei maggiori artefici di questo mio invaghimento. Tratta da un gran bel disco (impronunciabile quanto il nome della band: You have no idea what you’re getting yourself into”) uscito nel 2008, questa canzone mette in dubbio (con ironia) la consistenza delle improvvise esplosioni di band alimentate dal web: “You’re all rock stars now in a network town / theres no place to go, to be on your own / making friends and foes, watch the network grow”
- “Story of my life” – Social Distortion : ci voleva in questo panorama di canzoni riguardanti la vita nel pazzo pazzo mondo della musica una bella ballatona sulla vita da rocker duro e puro: “High school seemed like such a blur, I didn’t have much interest in sports or school elections. And in class I dreamed all day, Of a rock ‘n’ roll weekend!”. Tirate fuori le eightball, le fiamme e le banane capellute: siamo tutti loooooooseeeeeer!
- “Don’t let me get me” – Pink : Pink è uno degli esempi più riusciti di spirito e filosofia rock che più rock non si può confezionato in un vendibilissimo cellophane pop. Nulla di male, anzi. In questa famosa canzuncella la bionda maschiacchia ci racconta un po’ della sua vita nel mondo della musica: “LA told me, “You’ll be a pop star, All you have to change is everything you are. Tired of being compared to damn Britney Spears She’s so pretty, that just ain’t me”. Chiaro il messaggio, no?
- “Cantautore” – Edoardo Bennato : eccola, questa canzone aldilà delle mie parole è una delle perle nascoste della musica italiana. In un periodo storico in cui i cantautori spradroneggiavano nella scena musicale e sociale del belpaese, il buon Bennato ci regala questa deliziosa considerazione sulle pressioni e sul peso del mestiere di musicista: “Non li senti trattenere il respiro? quando sei lì in alto e cammini sul filo. Qui nel grande circo tu oramai sei il re!” Il tutto accompagnato da un’orchestrazione geniale in cui un inizio chitarra e voce viene sostituito rapidamente da un coro isterico e sincopato “ma non e’ giusto che tu hai tutto e noi invece nooo! tu sei perfetto tu non hai un difetto che rabbia che ci fai!”.
- “Jenny from the block” – Jennifer Lopez : divagazione di genere, per dimostare che su Five Obstructions non siamo degli intelletualoidi che non apprezzanno i bei culi in bella mostra. Noi li apprezziamo eccome, sopratutto il mandolinoso culo della bella J-Lo. In qeusta insignificante canzone, la bella cantante slash attrice fa sapere a tutti che nonostante possieda ville, castelli e rolls-royce in fondo in fondo è rimasta la vecchia e cara ragazza di periferia che era una volta. Ahhahahahahahah! Che sagoma! Pensavo di svenire dal ridere. Vabbe, passiamo avanti.
- “Questo pazzo pazzo mondo di tasse” – Afterhours : è vero. La vita da musicista può prendere la strada della rock/pop star…e allora vai di party megagalattici, camere d’albergo sfasciate, figa, droga, alcol, figa, figa, figa. Oppure, come visto per Story of My life, il musicista sarà artista maledetto, rocker, loser, emarginato dalla società benpensante ecc. ecc. Ma aldilà di tutto questo, quali saranno davvero i pensieri che albergano nelle menti di questi presunti alternativoni artistici e sofferenti? Ve lo dice Manuel Agnelli: “un mondo di tasse
scorre via sognavo diversa l’anima mia. Questa pazza cifra qua non è mia la sostanza si vendica sulla poesia”. Perchè hai voglia a spaccare chitarre, hai voglia a fare l’artista, hai voglia di spappolarti il fegato: dall’Irpef non di scappa! - “Girls, girls, girls” – Motley Crue : l’heavy metal anni 80 è forse l’esempio più angosciante della deriva morale del rocker nella storia della musica. Ricordiamo i tanti film, documentari e testimonianze sul mondo impazzito del rock tutto lustrini, permanente e latex. Alcol a fiumi, groupie, orgie, droga, tour-bus più scottanti della playboy mansion. Insomma un bel puttanaio. All’interno di questo universo distorto è il sesso a farla da padrone…e allora gridiamo tutti “GIRL! GIRLS! GIRLS!”
- “Eptadone” – Skiantos : dall’irriverente band di Freak Antoni una canzone a metà strada tra la tossicodipendenza e il deliro da rockstar adorata dalle masse urlanti. Nella storia della musica e della nostra playlist rimane la frase: “Le massaie fan la coda per sentire la mia broda e quest’anno è di gran moda io ci metto anche la soda”.